Qualità, innovazione e sostenibilità:
il peperone di Senise IGP
Qualità, innovazione e sostenibilità: il peperone di Senise IGP

Il peperone di Senise è una varietà di peperone tipica dell'omonimo comune della Lucania, in Basilicata.
Da Wikipedia: è una cultivar di Capsicum annuum dolce, con pericarpo sottile e basso contenuto di acqua. Dal 1996, il peperone di Senise è riconosciuto come prodotto ortofrutticolo a indicazione geografica protetta (IGP).
Presenta una forma appuntita, ad uncino, a cono o a tronco di cono, a seconda del tipo. Ha un sapore dolce ed un colore che varia dal verde al rosso porpora, quando maturo, e si caratterizza per le dimensioni e la polpa estremamente sottile (da 1,5 a 2,2 mm) ed altamente digeribile – a differenza di molte altre tipologie di peperone in commercio.
Il peduncolo è ben saldato alla bacca, tale da non staccarsi nemmeno ad essiccazione avvenuta. Il prodotto secco si deve presentare in collane (dette serte) di lunghezza variabile da 1,5 a 2 m.
Viene commercializzato fresco, essiccato, ed in polvere. Dalla tipologia essiccata, poi, derivano le trasformazioni che hanno reso il prodotto famoso in tutto il mondo.
La zona di produzione comprende tutto il territorio della Città di Senise e le aree limitrofe al comune di Senise che si affacciano su alcune zone della valle dei fiumi Sinni e Agri e sui torrenti Serapotamo e Sarmento. Sin da quando il peperone arrivò in Italia, tra il 1500 e il 1600, gli agricoltori senisesi selezionarono una varietà che, grazie alla terra, al clima, all’acqua dei luoghi, con il passare del tempo, diventerà una delle più pregiate a livello nazionale.
Inizialmente questa solanacea crebbe e si sviluppò in un panorama agricolo caratterizzato soprattutto dall'autoconsumo, diventando successivamente una coltura sempre più specializzata e quindi capace di garantire un reddito.
L'uso più popolare del peperone di Senise è quello di essere essiccato, trasformandosi in un peperone croccante noto come "crusco", elemento essenziale della cucina lucana. L'essiccazione dei Peperoni di Senise avviene secondo metodi locali naturali per mezzo di esposizione indiretta ai raggi solari in lunghi serti appesi in siti soleggiati ed aerati. Un ultimo passaggio rapidissimo nel forno elimina ogni residuo di umidità ed agevola la eventuale successiva molitura per ottenere una spezia nota in gergo come zafaran p'sat, poiché ricorda, per colore e struttura, il classico zafferano. Viene anche usato fresco, a crudo nelle insalate, ripieno (zafaran chin) con l'aggiunta di mollica di pane e alici, arrostito e sfilettato con l’aggiunta di semplice olio extra vergine di oliva, o preparato con uova scambled.
La produzione prevalente ricade nel comune di Senise ed in altri comuni limitrofi delle province di Potenza e Matera. Per ottenere la denominazione "peperoni di Senise" occorre che gli stessi siano prodotti in una delle seguenti zone:
- per Senise, il territorio si identifica con le aree servite dagli impianti irrigui del consorzio di bonifica "Alta Val d'Agri" (aree golenali di recupero sulla sponda destra e sinistra del fiume Sinni impianto Sicileo, Visciglio, Massanova, Piano delle maniche, Codicino, Piano delle Rose), nonché le aree pianeggianti in destra e sinistra del torrente Serrapotamo.
Come produttori del peperone di Senise IGP, la nostra missione è quella di offrire ai nostri clienti business e consumers un prodotto di altissima qualità, pronto da mangiare o come ingrediente per preparare piatti antichi, rivisitati o rielaborati a piacere.
Da wikipedia: L'uso più popolare del peperone di Senise è quello di essere essiccato, trasformandosi in un peperone croccante noto come "crusco", elemento essenziale della cucina lucana. L'essiccazione dei Peperoni di Senise avviene secondo metodi locali naturali per mezzo di esposizione indiretta ai raggi solari in lunghi serti appesi in siti soleggiati ed aerati. Un ultimo passaggio rapidissimo nel forno elimina ogni residuo di umidità ed agevola la eventuale successiva molitura per ottenere una spezia nota in gergo come zafaran p'sat, poiché ricorda, per colore e struttura, il classico zafferano.
Il peperone essiccato, c.d. crusco, è usato per preparare pietanze tradizionali lucane come il baccalà con i peperoni cruschi, o lo spezzatino di carne (mista o di agnello, capretto, manzo, maiale, pollo, coniglio, tacchino) con i peperoni cruschi. In entrambi i casi, assieme al peperone crusco si fa largo uso, per la preparazione di questi piatti, del zafaran p’sat. Il crusco è anche perfetto fritto – un secondo e mezzo al massimo – in olio extra vergine di oliva, o preparato con uova scrambled o a frittata.
Viene anche usato fresco, a crudo nelle insalate, ripieno (zafaran chin) con l'aggiunta di mollica di pane e alici, arrostito e sfilettato con l’aggiunta di semplice olio extra vergine di oliva, o preparato con uova scambled.
Un prodotto della terra coltivato nel rispetto dell'ambiente e delle tradizioni, senza rinunciare a pratiche innovative per garantire una sostenibilità a lungo termine. Ogni peperone viene coltivato con metodi naturali, utilizzando tecniche agricole tradizionali che rispettano l'ecosistema locale. L'intero processo produttivo, dalla semina alla raccolta, fino all'essiccazione e alla frittura, avviene rigorosamente a mano, per preservare le caratteristiche organolettiche del nostro peperone.
