Nel cuore della tradizione senisese
Nel cuore della tradizione senisese

La Masseria Codicino è un luogo antico a cavallo tra tre corsi d’acqua lucani, il fiume Sinni, ed i torrenti Serapòtamo e Sarmento, affluenti del Sinni. La Masseria è sita nel territorio della Città di Senise, in provincia di Potenza, al confine con la provincia di Matera e nei pressi del confine naturale, il Pollino, ed amministrativo che divide la Basilicata dalla Calabria. Geograficamente Senise è esattamente a metà tra i due mari, il Tirreno a sinistra e lo Jonio a destra, dove lo sbocco al mare è rispettivamente presidiato e garantito da Maratea, sul Tirreno e da Nova Siri e Policoro, sullo Jonio.
Campagne archeologiche compiute nel corso degli ultimi decenni (cfr. Carta Archeologica della Valle del Sinni, Vol. X, Fasc. 3, Roma, 2001, a cura di Lorenzo Quilici, pagg. 120-124) rilevano nel suo territorio, il Piano Codicino, la presenza di resti di ville dell’età imperiale, tombe singole e necropoli coeve, ma anche tracce di insediamenti più risalenti, di età ellenistica.
La cosa è solo apparentemente sorprendente, dato che attraversando i campi e le strade interpoderali che conducono alla Masseria, tutto viene in mente, tranne la condizione di area a valenza archeologica e storica. Ma invece ciò non deve sorprendere più di tanto poiché siamo nel cuore della Magna Grecia, nel punto limite di incontro tra la cultura greca e quella lucana, preesistente all’arrivo dei Greci e dei Romani, a pochi kilometri di distanza da Pandosia, oggi Anglona, città principe dell’Enotria lucana. Ed anche dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, per convenzione datata al 476 d.C., quando Odoacre depose l’ultimo imperatore Romolo Augusto, queste valli e colline furono abitate e riccamente, visti gli importanti ritrovamenti bizantini di quell’epoca. Poche centinaia di metri più sotto rispetto al Piano Codicino, nella vecchia contrada Pantano Senise attraversata dal fiume Sinni, dove oggi giace il vasto letto del lago di Monte Cotugno, furono rinvenuti nel 1915 preziosi gioielli del V sec. d.C., denominati gli “Ori di Senise”, oggi custoditi per la maggior parte nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma anche nel Museo Archeologico di Reggio Calabria.

Tutto esattamente nei luoghi in cui intorno al 1600 fu poi edificato un palazzetto turrito, dalla tipica forma di edificio fortificato con torre unica orientata ad ovest, verso il massiccio del Pollino: l’attuale Masseria Codicino, per anni conosciuta con il nome dei precedenti proprietari come Masseria Anzilotta. Gli attuali proprietari hanno preferito chiamare la loro terra con il toponimo della contrada, anziché usare un cognome proprio – peraltro già presente nella stessa area – o un nome di fantasia, ciò per dare valore assoluto all’areale, alla sua storia, al suo valore naturalistico, ai frutti della sua terra.
Sulle origini greche di Senise, il Prof. Paolo de Grazia, avo degli attuali proprietari della Masseria Codicino, scrisse per la Rivista Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, Anno XVII, Fasc. I-II, pagg. 10-20, Roma, 1948:
“Distrutta Siris (nei pressi dell’odierna Nova Siri, sullo Jonio - NDR), i profughi dovettero riversarsi nella Siritide, la valle del fiume Siris, oggi Sinni, che secondo Strabone era fiume navigabile che offriva eccellente ancoraggio. I loro stanziamenti possiamo dedurli dalla toponomastica e dai pochi scavi casuali e non sistematici e dai popoli che si dissero Sirini.
Dalle pendici del Pollino erano trainati sul fiume Siri travi che poi per fluitazione raggiungevano il mare Jonio.
I Siriti conoscevano i luoghi per fermarvisi, nei loro itinerari avevan notato piani rivieraschi e colli salienti (…). Qui ararono proficuamente.
Chiamarono il torrente Seros Potamos, fiume asciutto, donde Serapotamo, e ne videro la confluenza col Siris, poi Sinni, e la chiamarono Sunesis, dal greco “confluenza”, che in lingua nostra si trascrive SINESI.
Senise è idioma greco e i senisesi sono discendenti dalla Magna Grecia”.
L’Azienda Agricola Masseria Codicino nasce, nella forma societaria attuale, nel 2023, con lo scopo di creare prodotti della terra di altissima qualità, unici nel sapore e nell’aspetto, che attraggano e riavvicinino alla terra persone, giovani e meno giovani, professionisti, famiglie, che nel corso degli anni hanno perso, prima, il contatto diretto con e, poi, anche la memoria della terra.
La nostra azienda agricola, rigorosamente biologica, che in passato si caratterizzava per la coltivazione cerealicola, ad oggi è profondamente impegnata nella coltivazione e lavorazione del peperone di Senise IGP e dell’olio extra vergine d’oliva.
Il peperone di Senise IGP è la punta di diamante della nostra produzione, cosi come è il prodotto maggiormente identitario e rappresentativo di Senise e delle zone limitrofe che sono a pieno titolo parte del capitolato di produzione del Consorzio del peperone di Senise IGP. Questi, una volta trasformato, prende il nome più conosciuto dal consumatore finale di “peperone crusco”.
Si tratta di un prodotto dall'intenso aroma e dal gusto unico, che rappresenta un'autentica eccellenza della gastronomia senisese e lucana. La sua lavorazione, che prevede l'essiccazione naturale al sole, consente di preservarne il sapore e la fragranza, rendendolo un ingrediente versatile in cucina, ideale per arricchire piatti e ricette tradizionali lucane.
